Anva-Confesercenti scrive ai Sindaci chiedendo un impegno per riattivare questi importanti presidi per la comunità.

“Con l’uscita dell’ordinanza del Ministero della Salute per il nostro territorio regionale sembrava fosse stata data la possibilità, da noi auspicata, di ricominciare ad operare per il settore alimentare nei mercati, previa delimitazione fisica dell’area e controllo cadenzato degli accessi. Una successiva interpretazione della Regione ha invece specificato che questa opportunità vale solo per le aree già precedentemente recintate, cosa peraltro piuttosto rara e che sicuramente non interessa alcun mercato della nostra Provincia.

Di certo è necessario non abbassare la guardia proprio adesso, e bene lo sanno anche i nostri operatori che hanno chiuso la bancarella da un giorno all’altro accettando responsabilmente lo stato di emergenza.

Riteniamo però il mercato alimentare un servizio importante per la comunità in questo momento: pensiamo alle frazioni dove un banco alimentare permette di ridurre gli spostamenti e gli assembramenti nelle poche attività aperte, ma anche alla città dove la presenza del mercato permetterebbe di ridurre le code che tutti i giorni si formano davanti ai supermercati, con problematiche sia per la clientela che per il personale in servizio.

Anche se in questo momento secondaria, è una questione di equità, perché analoghe attività per merceologia e dimensionamento possono invece operare, e dietro la bancarella ci sono microimprese, per la stragrande maggioranza a gestione familiare, senza altri introiti.

Per questo lanciamo un appello alle Amministrazioni affinché si facciano portatori nei confronti della Regione di questa necessità, perché sia considerata la possibilità di riaprire al più presto perlomeno i settori alimentari dei mercati.

Riteniamo che passata la Pasqua ci siano tutte le condizioni per riattivarli, nello scrupoloso rispetto del distanziamento e dell’igiene, che significa aree recintate dove sia possibile accedere da punti definiti, presidiati da personale che cadenzi gli ingressi e verifichi la presenza dei dispositivi di protezione individuali. Un modo certo nuovo d’intendere il mercato, ma sicuramente possibile e doveroso.

Per organizzare al meglio queste precauzioni, c’è bisogno tra l’altro di programmare la riapertura con un certo preavviso, per non perdere altri giorni preziosi se e quanto questo settore sarà sbloccato: vi chiediamo quindi la disponibilità a concertare fin da ora una possibile “finestra” di riavvio, fermo restando il quadro epidemiologico a cui ogni ripartenza va vincolata.

Distinti saluti.”