Faenza, occupazioni suolo pubblico – la gestione della crisi richiede processi partecipativi diversi: Confesercenti contesta le modalità di coinvolgimento

2020-07-02T12:46:10+00:0002/07/2020|

Ben lungi dal contestare la volontà dell’Amministrazione comunale di agevolare le imprese in questa difficile fase post lockdown, Confesercenti critica duramente i processi decisionali che su temi importanti come le occupazioni di suolo pubblico delle aziende della somministrazione alimenti e bevande in luoghi particolarmente centrali e delicati si sono svolti senza consultare preventivamente, attraverso la Cabina di Regia, l’Associazione del Commercio alla ricerca di soluzioni condivisibili.

“E’ certamente importante andare incontro il più possibile alle attività economiche e anzi a più riprese – afferma Confesercenti – abbiamo chiesto formalmente di procedere in tal senso soprattutto consentendo l’ampliamento a titolo gratuito delle aree di occupazione esterna, che possono seppur parzialmente ovviare alle conseguenze del distanziamento interpersonale e del rispetto dei protocolli anticovid. Nello specifico però, le concessioni in uso a bar e ristoranti, laddove creano problemi di reciproche convivenze nelle aree più centrali, andrebbero concordate in precedenza per evitare dubbi sulla disparità di trattamento e per evitare la penalizzazione di altre realtà.”

Il casus belli è quello già noto e ora sotto gli occhi di tutti dello spazio concesso in uso temporaneamente al Bar Corona in Piazza della Libertà, essendo indisponibile l’area tradizionalmente occupata in Piazza delle Erbe causa cantiere del Palazzo del Podestà.

“Tutti hanno diritto di lavorare e quanto mai in questo momento drammatico e se è possibile siamo certamente d’accordo ad agevolare tutte le imprese in difficoltà, figuriamoci una azienda impossibilitata per cause di forza maggiore a utilizzare la propria area esterna. Quindi non mettiamo certamente sul banco d’accusa il singolo esercizio, ma i processi decisionali vanno condivisi, le decisioni non possono esser prese unilateralmente e solo comunicate per conoscenza a chi tutela tutte le imprese e tutto il tessuto (bar, ristoranti, pizzerie e non). Esistono interessi particolari e ne siamo consapevoli, poi esistono interessi generali che vanno considerati. La nostra non è una posizione a priori contraria, ma quando si parla di un’area così centrale, quella di Piazza della Libertà, sulla quale potrebbero insistere altre imprese della somministrazione più adiacenti, dove insiste il mercato ambulante, dove doveva insediarsi il Mercato di Campagna Amica nel contesto dei Martedì d’Estate, dove è in concessione anche uno spazio per l’attività imprenditoriale della Fiera del Libro nel mese di settembre, dove insistono altre realtà commerciali, le decisioni in merito dovevano essere condivise con l’obiettivo di trovare una soluzione accettabile da tutte le parti coinvolte direttamente o indirettamente.”

Per l’Associazione si crea un precedente pericoloso che apre a tante situazioni spinose: il tema di cosa si può preparare/cuocere e somministrare in Piazza, il tema delle occupazioni suolo non in adiacenza dell’esercizio, il tema della selezione delle imprese che possono richiedere o meno l’occupazione, il tema delle strutture allestite più o meno temporaneamente e più o meno mobili, il tema dell’impatto e degli ingombri degli allestimenti sulla visibilità e l’accessibilità degli altri esercizi commerciali, il tema delle metrature da concedere come e a chi ecc. Non è un caso che si siano generati tanti malumori.

Oltretutto, continua Confesercenti, eravamo stati rassicurati sul fatto che le strutture dell’esercizio fossero mobili e gli ingombri non invasivi e così non pare.

Proprio per questo motivo Confesercenti si interroga anche sulla reale efficacia di strumenti di confronto e decisionali quali la Cabina di Regia, interpellata solo a cose fatte e in presenza anche di informazioni incomplete se non poi rivelatesi errate.

“Spiace non aver contribuito a una scelta più condivisa che avrebbe evitato contrarietà.  A questo punto potremmo chiedere che tutte le altre imprese penalizzate possano venire a installarsi in piazza, ne vengono in mente almeno una decina. E la Fiera del Libro potrà svolgersi regolarmente nei suoi spazi o verrà sacrificata? E i banchi del mercato? Siamo estremamente delusi e perplessi per il mancato confronto su scelte così impattanti per il centro storico e per i suoi delicati equilibri in un momento così difficile nel quale le imprese tutte tentano una lenta ripresa. L’amministrazione comunale ha tutta la facoltà di decidere in autonomia anche contro i pareri contrari, che riteniamo sempre rispettosi, ma almeno decidendo attraverso un dialogo con le tante componenti del centro.”

 

Faenza, 1 Luglio 2020

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