A quasi cinque settimane dal secondo e più grave evento alluvionale del 16 Maggio, per il commercio faentino si riescono a fare le prime considerazioni del violento impatto sul tessuto economico del settore commerciale e turistico.

Confesercenti Faenza, essa stessa colpita dall’alluvione nelle sedi di Via Bettisi a Faenza e Via Garavini a Castel Bolognese, sta assistendo le aziende associate per la ricognizione dei danni, le comunicazioni agli enti, le casse integrazioni e le domande di sospensione o trasferimento delle attività e riesce a fare una prima statistica.

Fatto 100 il numero di imprese complessivamente colpite dagli eventi, il 20,5% riaprirà, ma non si conoscono le tempistiche, che sono molto variabili in base alla gravità dei danni subiti.

Il 2,56% chiuderà l’azienda, il 2,56 % chiuderà un punto vendita, avendone altri, ed il 2,56% procederà a trasferirsi temporaneamente in attesa che l’immobile torni fruibile.

Il 28% delle imprese alluvionate, quindi, subisce un grave impatto che si riflette anche sulla morfologia del tessuto commerciale cittadino, tenendo conto che molte aziende che non rientrano in queste casistiche hanno aperto in condizioni non ottimali di emergenza.

Quasi il 36% delle imprese coinvolte ha ricorso o sta ricorrendo alla cassa integrazione, confermando le conseguenze anche occupazionali.

L’impatto è visibile a occhio nudo, con un grave deperimento del tessuto commerciale in Corso Garibaldi, che rischia la desertificazione.

Le imprese maggiormente colpite sono situate nell’area ricompresa tra Via Renaccio/Via Lapi e Corso Garibaldi con profondi segni anche in Corso Saffi.

Saranno necessari molti anni per riscostruire il Centro commerciale naturale come lo conoscevamo” dichiara la Direttrice di Confesercenti Faenza, Chiara Venturi (nella foto). “Ancora una volta purtroppo, come durante l’emergenza Covid, si riconosce il valore del commercio di vicinato solo quando ci sono estreme condizioni emergenziali”.

L’associazione ricomprende in queste considerazioni anche un ragionamento sulle dinamiche del mercato immobiliare.

Sicuramente ci saranno ripercussioni anche nell’ambito residenziale e abitativo e ci preoccupa la tenuta sociale laddove, nelle aree a rischio desertificazione commerciale, verrà meno anche il presidio del territorio e la funzione sociale che garantisce il commercio.

Conforta l’Associazione la ripresa del mercato ambulante che si riconferma punto strategico di aggregazione e servizio in tutti i Comuni dell’Unione della Romagna Faentina.

Lavoreremo incessantemente con tutte le Istituzioni per sostenere al meglio le imprese e la tenuta dei tessuti commerciali”.

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