Buon senso e burocrazia faticano ad incontrarsi

2020-08-07T13:07:33+00:0008/08/2020|

Il Covid-19 ha provocato pesanti conseguenze di carattere sanitario e gravi problemi di natura economica. Quasi tutte le imprese sono state chiuse per oltre due mesi e sono stati diversi ed importanti gli interventi messi in atto dalle Istituzioni a tutti i livelli per alleviare le difficoltà delle aziende.

Fra gli aiuti, il posticipo della rata Inps dal 16 maggio al 16 settembre, con possibilità di pagamento rateale o in unica soluzione. A questo punto, le aziende devono sistemare la propria posizione compilando l’apposito modulo, direttamente nel sito dell’Inps, che è già in possesso di tutti i dati delle imprese. Viviamo nell’era del digitale, le transazioni economiche avvengono avvicinando il telefono cellulare ad un pos. Ma per regolarizzare il pagamento posticipato di 4 mesi della rata Inps occorre inserire manualmente 30 (trenta) dati. Se non ne inserisci uno, o se non lo inserisci correttamente, la procedura si blocca. Ma è possibile?! Sembra una penitenza, una punizione per chi ha posticipato il pagamento! Sono tutti dati già in possesso dell’Ente: che senso ha una procedura del genere?! L’amarezza e la delusione non sono nei confronti dell’Inps in quanto tale, dove anche in questi giorni ferragostani troviamo fattive dimostrazioni di cortesia, collaborazione e disponibilità.

É la burocrazia che fa a pugni con il buon senso. Il lavoro si imposta solo ed esclusivamente pensando alla propria necessità, non considerando le conseguenze su chi dovrà effettivamente farsi carico di eseguire i compiti assegnati. É urgente un cambio di mentalità, che deve partire dalla testa (sia in senso fisico, che inteso come vertici di enti e istituti). Occorre sempre pensare alle conseguenze delle proprie azioni e richieste: cosa comporta per gli altri dover assecondare ciò che è utile alle mie esigenze. Se valuto anche questa parte, creo le condizioni per un miglior modo di lavorare in sinergia e nel rispetto delle reciproche necessità.

Graziano Gozi (Direttore Provinciale Confesercenti Ravenna)

image_pdfimage_print