Brisighella, come la vogliamo: le priorità di Confesercenti per i candidati a Sindaco

2019-05-08T12:51:23+00:0008/05/2019|

Dopo Russi e Solarolo, la Confesercenti presenta le priorità e proposte ai candidati a Sindaco di Brisighella.

Consideriamo il prossimo appuntamento elettorale importante per le imprese brisighellesi e per la comunità tutta. Riteniamo come Confesercenti di avere un ruolo importante di rappresentatività e di potere contribuire, come sempre con spirito costruttivo e critico e sempre in piena autonomia al corretto sviluppo del paese. Il nostro contributo è frutto di esperienza e di ascolto della nostra base associativa, della quale riflettiamo gli umori e lo stato di salute, pertanto ci aspettiamo rispetto, vero ascolto e la capacità dell’Amministrazione comunale di “utilizzarci” come interlocutore privilegiato e competente per quanto concerne il commercio, il turismo e il mondo imprenditoriale in genere.
Riteniamo che i livelli intermedi di rappresentanza siano fondamentali nella vita politica intesa come “della polis”, come governo della città, e auspichiamo che il nostro contributo possa essere sempre richiesto, rispettato e preso in debita considerazione.
Le organizzazioni della rappresentanza possono mediare nei processi indispensabili per la vita del paese, come ad esempio l’aggregazione delle componenti imprenditoriali nelle iniziative di valorizzazione e animazione in qualsiasi periodo dell’anno, la raccolta e la sintesi di opinioni e pareri nonché l’elaborazione di strategie ponderate sullo sviluppo di segmenti che non possono essere lasciati al caso (i mercati ambulanti ad esempio, che hanno specifiche normative e regole). Le Associazioni di Categoria svolgono anche un ruolo di mediazione dei conflitti, di cuscinetto nelle fasi anche critiche di rapporto con le Amministrazioni e che possono dare forza a richieste di contributi sia pubblici che privati ( Camera di Commercio, Sponsor, Amministrazioni pubbliche ecc ).
Riguardo ai capisaldi della vita civica di Brisighella riteniamo fondamentale asserire la strategicità de:

  • L’UNIONE DELLA ROMAGNA FAENTINA come soggetto istituzionale cardine
  • IL PATTO PER LO SVILUPPO (SIGLATO A GENNAIO 2017 da 18 Soggetti Pubblico/Privati, fra cui Confesercenti)

Il processo aggregativo dell’Unione della Romagna faentina, oramai un dato di fatto nel conferimento di tutti i servizi, non può e non deve essere messo in discussione e anzi rafforzato. Chiediamo che sia esplicitata la volontà politica di proseguire in questo percorso.
Le piccole e medie imprese sono il motore dell’economia nazionale e locale e parte significativa del capitale sociale del territorio, per l’occupazione e il benessere oltre che per il ruolo di presidio e servizio.
La lunga crisi però ha inciso e sta incidendo pesantemente e trasversalmente sulle imprese e sugli equilibri economici e sociali del territorio. Motivo che rende ancor più fuori dal tempo certi stereotipi sulle nostre categorie che hanno subito una forte scomposizione sociale.

Brisighella ha pagato un caro prezzo in termini di chiusura delle imprese commerciali ed è sotto gli occhi di tutti. Solo nel 2018 ( e ancora nel 2018, dopo 10 anni di crisi ) il saldo fra iscrizioni e cessazioni in Camera di Commercio esita un – 9 imprese nel commercio e un – 2 imprese nel settore della ricettività e ristorazione. Dati pesanti in termini percentuali che dimostrano la fragilità del tessuto commerciale tradizionale del paese.

Crescono forme di concorrenza sleale e di abusivismo, che cerchiamo di segnalare con costanza, così come la percezione del senso di insicurezza. E molte aziende sono in affanno. Noi come imprenditori ci mettiamo in gioco ogni giorno. Ci rivolgiamo ai candidati: c’è la necessità di una inversione di rotta per ridare slancio e nuova competitività all’economia locale, ed è per questo che è decisiva la consapevolezza e l’impegno della politica nel sostegno al mondo delle piccole e medie imprese e a scelte conseguenti di politiche territoriali.
Così come è fondamentale la pianificazione del futuro del nostro territorio cooperando nell’ambito di un area più vasta che coinvolge la Romagna e le sue città.
Le proposte che seguono nascono dalle esigenze delle imprese e sono un contributo per il confronto sul futuro governo locale e al quale chiederemo di perseguire con determinazione e coerenza, anche attraverso il metodo del rispetto reciproco e della condivisione, nel rapporto con le rappresentanze delle imprese che vanno considerate parte della classe dirigente locale.
La nostra Associazione, in piena autonomia, intende continuare ad esercitare il proprio ruolo di interlocutore attivo, propositivo e di stimolo rispetto alle istituzioni locali e a chi sarà chiamato a rappresentarle portando all’attenzione del confronto tutto il valore e la forza della propria rappresentanza e delle proprie idee. Noi poniamo anche per questo una priorità metodologica e sostanziale: confronto, corrette relazioni e reciprocità, riconoscendo il ruolo e la valenza delle Associazioni di categoria.
Bene il Tavolo degli Imprenditori comprensoriale ( URF ) e il Tavolo comprensoriale per lo Sviluppo Economico che operano attivamente e stabilmente su argomenti trasversali e comuni all’intero territorio ( Bilancio dell’Unione, Sicurezza, Osservatorio per la Legalità e contrasto alla criminalità organizzata, Politiche del lavoro e della formazione professionale ecc ) ma servono anche momenti programmati di confronto a livello locale per trattare le tematiche prettamente comunali.
Auspichiamo che queste priorità e azioni siano recepite dal prossimo governo locale.

Fisco, burocrazia, servizi e multiutility
È decisivo e prioritario anche per sostenere le imprese a resistere sul mercato, affrontare e rispondere a questa duplice esigenza (fisco e burocrazia) che ha certo rilievo e ancoraggi nazionali, ma anche di natura locale. È fondamentale aumentare l’efficienza e la razionalizzazione (e quindi recuperare costi) alla macchina comunale, attraverso lo strumento dell’Unione dei Comuni. E altrettanto fare ogni sforzo per la sburocratizzazione dei procedimenti in essere, soprattutto autorizzativi per le imprese che devono avviare l’attività.
Lo SUAP e il Settore TERRITORIO in primis devono essere reattivi e pronti a risolvere i problemi delle imprese anziché crearli in fase di avvio, ma non solo.
Anche rispetto alle difficoltà del momento che stiamo attraversando occorre che l’Amministrazione comunale recuperi tutte le risorse possibili per ridurre anche a livello locale il peso fiscale e tributario sulle piccole e medie imprese.
Per quanto riguarda i tributi locali, la principale esigenza è di rivedere l’impatto della Tari che pesa in modo significativo sul settore della ristorazione e del comparto alimentare, nel contesto di una revisione del rapporto attuale del costo tra utenze domestiche e non domestiche.
Nello specifico, gli aumenti tariffari della Tia prima e della Tari poi, hanno visto le utenze non domestiche contribuire al servizio pubblico con più del 50% di aumento medio. Sommando a questo dato anche quello delle imposte locali sugli immobili, le attività del commercio al dettaglio e della ristorazione hanno avuto un aumento medio che sfiora il 70%. Aumento non sostenibile dai già sofferenti bilanci aziendali che vengono aggravati da questo peso, anche nella modalità di riscossione.
Purtroppo la recente MODIFICA DEL REGOLAMENTO DELLE ENTRATE TRIBUTARIE DEI 6 COMUNI DELL’UNIONE DELLA ROMAGNA FAENTINA, non ha accolto una nostra richesta pressante da tempo: quella di poter rateizzare anche senza gli stringenti requisiti dettati dai Comuni ( bilanci certificati in perdita, comprovata difficoltà economica dell’azienda ecc.)
Inoltre, la legge regionale 16/2015 impone diversi obiettivi a concretizzarsi entro il 2020: tariffazione puntuale, raccolta differenziata al 73%, riduzione del 25% della produzione pro-capite dei rifiuti urbani, riciclaggio al 70% nell’ottica di un’economia circolare, ove però è indispensabile un confronto, passo per passo, con il mondo imprenditoriale e le esigenze del nostro territorio.
Vogliamo proporre una nota particolare sull’altra imposta locale, la tassa di occupazione di suolo pubblico: gli esercizi che propongono intrattenimento in centro contribuendo privatamente con spettacoli e rassegne meriterebbero un sistema premiale in via continuativa.
Soprattutto a Brisighella, Borgo ricchissimo di Osterie e Ristoranti che caratterizzano il cuore del centro storico, occorre agevolare al massimo le Occupazioni di Suolo Pubblico estive dei Pubblici Esercizi, favorendo così un clima accogliente e suggestivo. Gli imprendori hanno bisogno di certezze per lavorare serenamente e le aree esterne devono poter essere un punto di forza certo sia per il paese che per le imprese.
Anche fardelli burocratici e limitazioni imposti dalla Sovrintendenza, andrebbero avversati indiscutibilmente. Arredi dei locali e ornamenti delle Occupazioni Suolo Pubblico (OSP) sono un valore e non un disturbo alla architettura caratterisca del Borgo storico.
In ordine a due delle imposte locali (Pubblicita’ e Occupazione Suolo Pubblico) sarebbe utile che l’Agente di riscossione operasse in via più collaborativa soprattutto in ordine alle sanzioni per omessi o ritardati pagamenti, che a volte vengono comminate anche se l’impresa è in buona fede e ha omesso o ritardato per dimenticanza o per scarsa conoscenza degli adempimenti. Inoltre contestiamo gli accertamenti svolti con pratiche quasi investigative (servizi fotografici delle vetrine ad esempio): con le imprese ci si parla.

Il commercio e il suo futuro (NECESSARIAMENTE INSIEME AL TURISMO)
Confesercenti si è schierata contro il proliferare di nuovi centri commerciali e medio/grandi strutture di vendita. Appelli inascoltati che ora rischiano di aggravare ancora più le difficoltà del commercio: la sostenibilità è compromessa ed è necessario dire definitivamente basta alle nuove espansioni, alle riqualificazioni messe in campo con migliaia e migliaia di metri quadrati destinati a commerciale.
I nuovi insediamenti faentini (Lidl, Aldi, previsioni di apertura de Le Perle etc.) hanno ripercussioni forti anche sulla rete commerciale locale Brisighellese e gli effetti si sono ampiamente visti dall’apertura oramai decennale da Le Maioliche in poi.
Quando l’Associazione lancia un grido di allarme non lo fa mai in via autoreferenziale, ma certa di una esperienza vissuta sulla pelle delle imprese. Basti guardare come influenzano le modifiche viarie nelle abitudini dei cittadini.
La desertificazione commerciale dei piccoli centri è da avversare in quanto compromette la vivibilità stessa dei luoghi, isola oltre che gli imprenditori anche, e soprattutto, i cittadini.
Serve un piano preciso urbanistico e di valorizzazione per sostenere la presenza del commercio nel paese.
Ci piacerebbe promuovere insieme all’Amministrazione comunale, e ci sono già esperienze, iniziative di sensibilizzazione nei confronti della cittadinanza affinché, per far continuare a vivere il loro paese, privilegino gli acquisti in loco (Iniziative “Casa e Bottega”, “Solarolo da vivere”) .
Sullo stesso fronte anche il mercato ambulante è fonte di vitalità per il paese e va valorizzato con politiche ad hoc sia sul fronte dei controlli sia sul fronte organizzativo.
Il centro storico merita una più attenta programmazione e maggiore coordinamento fra gli attori economici e istituzionali.
Sosteniamo come Confesercenti, anche economicamente, le attività annuali della ProLoco perché crediamo decisamente nel valore delle iniziative proposte che hanno una forte ricaduta turistica: BRISIGHELLA MEDIOEVALE, BRISIGHELLA SOGNO D’ESTATE, LE TRADIZIONALI SAGRE, I CONCERTI IN GROTTA EtC.
TURISMO E COMMERCIO NON POSSONO CHE ESSERE INTERSECATI SOPRATTUTTO A BRISIGHELLA
Brisighella ha una forte vocazione turistica che deve intersecarsi meglio e di più con il commercio.
Occorre sia valorizzare il turismo escursionistico ma soprattutto potenziare il turismo stanziale creando le condizioni per aumentare il numero dei pernottamenti (incentivando i motivi per allungare la permanenza – leggasi dando al turista più offerta).
Avendo una forte componente di ricettività extra-alberghiera il bacino brisighellese si presta particolarmente a intersecare il turismo naturalistico con quello culturale.
A nostro avviso i segmenti su cui occorre aumentare gli investimenti (sia pubblici che privati) sono:

  • Wellness e Fitness ( Bike tourism in primis )
  • Enogastronomia e Prodotti tipici locali
  • Cultura: oltre al Borgo, Treno di Dante e Cammino di Dante anche in vista del settimo centerario della morte di Dante (Dante 2021: occorre agganciarsi fin da ora)

INSIEME A IF (E SOSTENENDOLA CON FORZA) occorre spingere l’acceleratore sulla promozione turistica.
Auspichiamo e siamo certi che il Parco Regionale della Vena del Gesso una volta che diverrà sito Patrimonio dell’Unesco possa contribuire a fare da volano.
Toccando questo argomento riterremmo utile attivare sinergie concrete con il Comune di Casola Valsenio per unire le offerte comuni in ambito di offerta turistica per il mondo della speleologia (che comporta un ottimo risultato in termini di presenze a Casola).
Anche nel segmento della Motor Valley ci sono spazi di crescita, creando attorno al Trofeo Bandini eventi collaterari (anche in altri periodi dell’anno) sempre insieme a IF e a tutto il territorio dell’Unione della Romagna Faentina.
Il paese essendo collinare e poco dotato di aziende manifatturiere ha visto la popolazione migrare altrove per motivi di lavoro. Il commercio non si può sostenere solo con la componente residenziale e per lo più anziana. Basti guardare le frazioni (come Fognano) dove nell’arco di 20 anni le imprese commerciali si sono fondamentalmente estinte.
Quindi la vocazione turistica va espressa al meglio anche tramite la destagionalizzazione.
Temi importanti come LE TERME, L’ALBERGO GIGIOLE’ e LA EX DISCOTECA IL GUFO sarebbero sicuramente prioritari (e non sono da abbandonare), ma non vediamo una soluzione nel breve termine quindi suggeriamo di concentrare le energie su obiettivi più raggiungibili (promozione del treno di Dante, del Cammino, del Borgo etc.).
Brisighella però non è solo il Borgo e ha un territorio comunale molto vasto: non vanno trascurate ma sostenute a maggior ragione le attività insediate ai margini del centro e nelle frazioni (Marzeno, Fognano etc.) dove le imprese fanno un presidio anche sociale coraggiosissimo. Studiare meccanismi di perequazione fiscale per queste imprese potrebbe essere utile per evitare il progressivo depauperamento di questi esercizi anche laddove si sono già da tempo verificati fenomeni di desertificazione.

Moratoria a nuovi centri e aree commerciali
Insieme alla riduzione della pressione fiscale e della burocrazia c’è una richiesta e proposta forte che Confesercenti rivolge alla nuova Amministrazione, o meglio alle Amministrazioni tutte dei Comuni della Romagna Faentina. Non è nuova in sé ma è una necessità sentita e non solo da noi: una moratoria seria a nuovi centri commerciali senza la quale ha anche poco senso parlare di centro storico e di valorizzazione. La nuova legge Urbanistica Regionale sbandiera il consumo del suolo zero ma spesso ai principi non seguono i fatti.
Di centri commerciali e di medie /grandi strutture di vendita siamo ampiamente saturi.
Qui bisogna cambiare strada prima che scappino altri buoi, abbandonando la fase di espansione quantitativa delle grandi strutture commerciali e delle grandi superfici, che non sono più ammissibili, scegliendo (anche con una coraggiosa variante ad hoc da adottare) la valorizzazione e il sostegno delle piccole e medie imprese. Occorre avere a riferimento il valore della sostenibilità e del consumo del territorio che richiedono equilibrio e consapevolezza. Se si vuole qualificare e sostenere la rete commerciale occorre una coerente politica urbanistica anche in tema di programmazione commerciale.
E bisogna insistere affinchè questa diventi una scelta perlomeno romagnola anche per evitare municipalismi deteriori e nuovi poli commerciali nelle realtà vicine.

La sicurezza e l’inclusione sociale
E’ una delle questioni più serie. C’è un senso di insicurezza diffuso tra imprenditori e cittadini (anche per l’effetto dei furti e della microcriminalità pur statisticamente in calo) che deve trovare risposte adeguate per recuperare la stessa rilevante sfiducia in essere nei confronti della politica e delle istituzioni e garantire la qualità del vivere civile.
Presidio e controllo nel territorio attraverso la massima collaborazione tra le forze dell’ordine per garantire vigilanza di prossimità, affinchè siano rispettate da tutti la legalità e le regole del vivere civile, realizzare un progetto diffuso di videosorveglianza, ma anche percorsi di riqualificazione urbana anche per recuperare e tenere spazi importanti alla frequentazione di tutti, coinvolgimento forte di tutta la collettività, difese attive e passive, incentivare il collegamento con le Forze dell’Ordine e incrementare a livello territoriale i varchi di lettura delle targhe. È un presidio anche mantenere le luci e la presenza di negozi nel territorio. Integrazione sociale verso i flussi di immigrazione e non solo, nel mondo del lavoro fermo restando il discrimine della legalità e delle effettive possibilità.

Concorrenza sleale, lotta all’abusivismo e all’illegalità
Da sempre Confesercenti si è caratterizzata in tutto il territorio provinciale su questi temi che attengono anche al vivere civile e al rispetto delle regole democratiche, per tenere alta la guardia e l’impegno di tutti anche contro le penetrazioni malavitose e della criminalità.
Abbiamo fatto proposte e denunce precise, offerto (e avuto) collaborazione con le forze dell’ordine, sottoscritto azioni concrete (come le ultime storiche e al nastro di partenza, in vista dell’estate per limitare il commercio abusivo e l’illegalità che prospera nei lidi e nel territorio) presentato problemi vari e bozze di regolamentazione diverse (es. su fiere e sagre, riuso, etc).
Sono temi su cui è bene accrescere la collaborazione tra associazioni e tutte le istituzioni interessate. Auspicabile l’istituzione di un tavolo e di un osservatorio per verificare le azioni contro le diverse e cresciute forme di illegalità e di abusivismo che si presentano nel territorio (sono stati decine e decine i casi al di fuori delle regole o borderline segnalati da imprenditori attraverso l’Associazione, in particolare nelle attività di somministrazione alimenti e bevande). Non può succedere che, sempre più, tutti facciano tutto.
Ma anche il versante delle manifestazioni su suolo pubblico (dai Mercatini di ogni genere alle tante iniziative in tema di riuso e hobbysmo) richiede una organizzazione e regolamentazione diversa più consona alle località e al territorio e alla loro qualità garantendo l’equilibrio della rete commerciale.
Un settore specifico della vigilanza locale (eventualmente coordinato) andrà sempre più dedicato a questa necessità.
Va tenuta alta la guardia, non solo a Faenza, contro l’insediamento della criminalità organizzata, che sappiamo non essere avulsa dal nostro territorio e va rafforzato il ruolo di tutti i Comuni dell’URF nell’ Osservatorio per la legalità e il contrasto alla criminalità organizzata, rispetto al quale siamo stati chiamati a contribuire nell’ambito del Tavolo Comprensoriale per lo Sviluppo Economico.

Affitti commerciali
Dentro a nuove opportunità nazionali che chiediamo (cedolare secca ridotta e misure per il recupero di immobili sfitti), ma anche locali (es. su IMU e tariffe locali ridotte del 50% per 3 anni) per sostenere le gestioni di attività commerciali e dei P.E. in affitto come per favorire i subentri in proprietà, riproponiamo anche qui il tema delle vetrine e dei locali sfitti mettendo a disposizione la esperienza fatta a Faenza da Confesercenti con il progetto TEMPORARY WINDOWS.
L’Associazione è pronta a confrontarsi su questo tema che deve essere prioritario.
Auspichiamo inoltre che tutti i Comuni dell’Unione della Romagna faentina, insieme, possano unire le forze per condividere un progetto trasversale, un modello da riproporre in ogni centro perché SE VIVONO COMMERCIO E TURISMO VIVONO CITTA’ E PAESI.

 

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