La morsa del credit crunch non si allenta, e continua a schiacciare le imprese, nonostante gli interventi di alleggerimento monetario della Bce.

È quanto sottolinea Confesercenti in una nota commentando i dati diffusi ieri dalla Banca d’Italia sui prestiti al complesso delle imprese.

Preoccupa, in particolare, che in tema di dimensione di impresa si consolidi la tendenza, diventata ineluttabile, dello scarsissimo credito bancario alle imprese fino a 5 addetti che percepiscono appena il 10,7% del totale credito alle piccole imprese, pur essendo le prime, quasi il 91% dell’intero universo delle imprese.

Situazione questa che potrebbe essere definita “fallimento di mercato” del credito. Serve una inversione di rotta, il credito è un volano fondamentale per la crescita e bisogna favorirne la ripresa, per questo è indispensabile eliminarne i limiti all’accesso per le micro, piccole e medie. Occorre istituire una soluzione di sistema per gli npl a livello nazionale, evitando soluzioni caso per caso che deprimono la redditività, mancando anche una visione attenta in relazione agli interessi dei clienti. La forbice ricavi fragili e costi elevati dell’attività bancaria ha, inoltre, contribuito a ritardare il supporto digitale al cambiamento dei processi.