Commercio:
fase difficile che non richiede certo nuove grandi strutture
Per Roberto Manzoni
Presidente Provinciale Confesercenti “ci sono dati e andamenti nel
commercio che parlano da soli e che devono far riflettere, gli
Amministratori pubblici per primi. Anche il registro imprese della Camera
di Commercio oltre all’andamento dei fatturati aziendali, testimonia le
serie difficoltà del nostro tessuto economico in conseguenza della crisi
che coinvolge il paese. E il commercio nel suo insieme registra un nuovo
dato negativo dopo quelli del 2009.”
Questi sono alcuni dati.
In tre mesi (1° trimestre 2010) il saldo provinciale tra imprese iscritte
al Registro e quelle cessate è -71. Il dato è negativo in particolare a
Ravenna -31, a Cervia – 17, a Lugo – 10, Brisighella e Bagnacavallo -4.
Anche altri settori chiudono con il segno in rosso: - 53 le costruzioni, -
26 alloggio e ristorazione, - 166 nell’agricoltura. Ovunque, a partire
dalle zone direzionali e di cintura ci sono vetrine e spazi commerciali
vuoti in vendita o con l’affittasi (per migliaia e migliaia di mq.). Nel
commercio dove sono entrati faticosamente anche diversi cittadini
stranieri ci poi sono oltre 700 operatori su aree pubbliche senza posto
fisso. E ancora: nel forese diminuisce il servizio commerciale. Infine
l’estate che non è ancora arrivata a causa del meteo avverso ha poi
ritardato l’avvio delle vendite del periodo aggravando la situazione.
Mentre il commercio
soffre e i consumi languono, vengono annunciati, se non realizzati o in
itinere, qua e là progetti e interventi preoccupanti in sé e in
prospettiva. Outlet a Faenza (si parla di 155 negozi), 2 iper di fatto a
Faenza anziché 1, 1 progetto commerciale alla darsena a Ravenna per
7.000/10.000 mq di commerciale. Nelle realtà limitrofe addirittura per
consentire la realizzazione di nuove grandi strutture e la loro apertura
domenicale e festiva a Imola il Comune è diventato città turistica d’arte,
a Savignano sul Rubicone il Comune, dopo aver consentito l’apertura anche
di un outlet, tenta la stessa strada. E potremmo andare avanti con altri
scenari fino a Forlì e Bologna per arrivare ai lidi con le difficoltà
crescenti per la tenuta e la redditività della rete commerciale esistente.
Lo sviluppo futuro, tanto
più in momenti di crisi e di stasi dei consumi non passa, non può passare
dalla crescita unilaterale e continua delle grandi strutture commerciali,
delle aree commerciali e delle relative operazioni immobiliari, dalla
continua riduzione e al depauperamento del territorio agricolo.
L’appello di Manzoni è
accorato “Rivolgiamo un appello alle autorità, a tutte le parti in
campo affinchè prevalga il buon senso e la misura, nella programmazione
del territorio, a partire da quella commerciale.
E’ il momento di
valorizzare e sostenere la rete esistente senza nuovi forti squilibri che
rischiano di pregiudicare gli stessi servizi ai cittadini. Va bene e
apprezziamo il sostegno agli strumenti di garanzia per il credito, ma non
basta se poi si consente la nascita di tante nuove strutture che creano
nuove gravitazioni commerciali.
E i comuni e le
provincie limitrofe abbandonino il “federalismo commerciale” e comincino a
lavorare di più insieme senza “farsi la concorrenza del rialzo
commerciale”.
Il futuro è adesso e
dipende anche dalle scelte politiche locali. C’è lavoro anche per la
stessa regione, per arrivare a nuovi riferimenti nominativi su queste
scelte e su questa situazione.”
Su queste tematiche,
prese di posizioni e iniziative sono state assunte da tutte le nostre sedi
locali in provincia da Cervia, a Lugo, a Faenza. La Confesercenti su
questo incontrerà nei prossimi giorni il Vicepresidente e neo Assessore
Provinciale Claudio Casadio..
In tal senso a Ravenna a
seguito di una istanza avanzata, una delegazione guidata dal Presidente
Comunale della Confesercenti Gianluca Gasperoni ha incontrato nei giorni
scorsi gli Assessori Comunali Maraldi e Corsini per avere maggiori
informazioni e per evidenziare la situazione del commercio e le
preoccupazioni della categoria sull’impatto dei progetti di cui si parla a
Ravenna e per chiedere di scongiurare nuove aree di attrazione commerciale
alternative alla rete esistente.
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