COMUNICATI STAMPA 

 


ACQUE MINERALI: SOSPENSIONE DECRETO SCONGIURA VALANGA DI PLASTICA SULL'ITALIA.
QUATTRO MILIARDI DI BOTTIGLIETTE MONODOSE AVREBBERO RIMPIAZZATO IL BICCHIERE AL BAR

L’assemblea della FIEPET di Ravenna, il sindacato dei pubblici esercizi aderente alla Confesercenti, che si è svolta martedì scorso, aveva espresso una forte critica nei confronti del Decreto in oggetto che sarebbe dovuto entrare in vigore il 13 marzo 2002.

Il Decreto avrebbe inevitabilmente prodotto un aggravio dei costi per le imprese e per i consumatori nonché la difficoltà all’approvvigionamento della bottiglia di acqua minerale monodose e del loro smaltimento.

Per questo il sindacato di categoria era impegnato ad ottenere un ritiro o una profonda modifica del decreto in oggetto.

La soddisfazione dei pubblici esercizi per la sospensione del decreto decisa dal Ministro Sirchia, dopo aver ascoltato le nostre osservazioni è espressa nelle parole del Presidente, Franco Rondinelli:

"La decisione del Ministro Sirchia di sospendere il decreto che avrebbe proibito, dal prossimo 14 marzo, la somministrazione del bicchiere d'acqua minerale nei bar, ha scongiurato il rischio che nei pubblici esercizi si riversassero oltre 4 miliardi di bottigliette da 0,250 litri ed il Bel Paese fosse sommerso da una valanga di plastica. Con inevitabili e pesanti conseguenze ambientali, in primo luogo, ed economiche poi".

"Al di là dei problemi di costi aziendali, con le inevitabili conseguenze sui prezzi al cliente, le difficoltà maggiori le avremmo riscontrate con l'immagazzinamento delle bottigliette monodose e soprattutto con il problema dello smaltimento dei rifiuti, con conseguenti effetti di impatto ambientale. La nostra Federazione aveva infatti stimato, tenendo conto di un consumo di acqua minerale annua presso i bar di 1,3 miliardi di litri in contenitori di plastica e di vetro, di un aumento di oltre quattro miliardi di pezzi di contenitori da 0,250 litri, rispetto ai 798 milioni di contenitori da 1,5 litri attuali, con un costo di smaltimento di quasi 54 milioni di euro l'anno in più rispetto alla cifra attualmente spesa per questo servizio di smaltimento".

"Del resto - conclude Rondinelli - il rischio di contaminazione previsto nelle premesse del decreto è praticamente azzerato dalle pratiche e dalle procedure di autocontrollo esercitate da ormai tutti i pubblici esercizi italiani e l'effervescenza delle acque minerali sarà comunque garantito nell'interesse stesso dei nostri clienti attraverso sistemi di tutela del prodotto."

 

 

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