|
Continua la pressione
sindacale nei confronti dei Ministeri competenti affinché gli scarti di
origine animali derivanti dalla lavorazioni delle carni nelle macellerie non
abbiano rilevanza sanitaria in quanto costituiscono residui di carni già
dichiarate idonee al consumo umano.
Con questa interpretazione tali rifiuti sarebbero quindi assimilati ai
rifiuti urbani e conferiti nei normali cassonetti.
Alcuni Comuni hanno già preso questo orientamento, anche se il Ministero è
prontamente intervenuto per contestare tale interpretazione.
Attualmente le macellerie conferiscono tali rifiuti a ditte specializzate e
per il momento senza costi aggiuntivi per le macellerie. Tale situazione
potrà durare solo fino ad ottobre quando il contributo statale a tali ditte
verrà sospeso, scaricando quindi sulle macellerie il costo di smaltimento di
tali rifiuti.
L’ASSOMACELLAI ritiene assolutamente sbagliato ed ingiusto caricare di
ulteriori costi le imprese che già hanno dovuto e devono subire il pesante
calo dei consumi di carne dovuto alla crisi della BSE.
Il sindacato della Confesercenti continuerà a battersi per fare passare
questa istanza.
A tale proposito nella nostra Provincia il Sindacato Assomacellai della
Confesercenti ha chiesto un incontro con le autorità sanitarie locali per
esporre le istanze della categoria.
|