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Si è svolta
mercoledì pomeriggio una riunione degli operatori della Confesercenti di
Ravenna per discutere i provvedimenti proposti dall’Amministrazione Comunale
per limitare e ridurre l’inquinamento atmosferico derivante dal traffico
veicolare.
Era presente una nutrita rappresentanza di commercianti del centro e della
periferia della città che, dopo avere ascoltato l’introduzione dell’Ing.
Ennio Milia – mobility manager da alcune settimane del nostro Comune – hanno
dato vita ad un approfondito confronto sulle problematiche in discussione.
L’esposizione dell’Ing. Milia ha chiarito che non si tratta di misure
discrezionali da parte del Comune di Ravenna, ma che queste derivano da una
norma statale che è il recepimento di una direttiva europea la quale
stabilisce un valore limite di micropolveri, il “famigerato” PM10,
considerato il maggior responsabile dell’inquinamento atmosferico, che non
può essere superato; ed in ambito urbano la maggior parte delle emissioni di
PM10 è da addebitare al traffico veicolare.
Si devono quindi prendere decisioni che investono un bene primario e
imprescindibile, tutelato dalla Costituzione, che è quello della salute.
Non bisogna far passare l’idea di un mondo del commercio assediato, ma
all’opposto introdurre stimolazioni affinché anche dal nostro interno
possano venire proposte che cerchino soluzioni per il bene della nostra
comunità e determino mutamenti nei comportamenti di tutti.
Le categorie dei commercianti, in centro come in periferia, sono sicuramente
quelle più coinvolte dalla attuazione dei provvedimenti drastici e
limitativi di interruzione del traffico, siano essi la limitazione della
circolazione a targhe alterne due giorni la settimana, o il blocco totale
della circolazione privata in un giorno infrasettimanale.
Se il disagio, le difficoltà, i problemi, sono grandi e consistenti per
tutti, di sicuro lo sono di più per gli operatori del commercio, del centro
storico e forse, ancor più, come è stato sottolineato da alcuni presenti,
della periferia, nei quartieri, perchè come è ovvio, è dalla facile
raggiungibilità e possibilità di circolazione che essi traggono il
necessario per lavorare e vivere.
Ciò nonostante dall’incontro sono emersi sensibilità e senso di
responsabilità ed anche una “disponibilità a sacrificarsi” a patto che si
affrontino i problemi strutturali e di sistema che ora più che mai non
possono essere rinviati.
In tutti i presenti è ben viva la coscienza che solo con questi
provvedimenti, e con l’adozione del “bollino blu”, che entrerà in vigore
contestualmente nel prossimo ottobre non si risolveranno alla radice i
problemi che producono le situazioni di emergenza smog in cui ci troviamo o
in cui possiamo, da un momento all’altro, ripiombare.
Da questo punto di visita proprio l’introduzione della figura del mobility
manager deve determinare un salto di qualità e rappresentare un nuovo
approccio per affrontare i problemi del traffico; egli ha a disposizione
strumenti innovativi come il car pooling, i taxi collettivi così come si
deve accelerare rispetto alla creazione di piattaforme logistiche per la
consegna delle merci agli operatori che operano nel centro storico (la
maggior parte delle emissioni di PM10 infatti è attribuibile ai veicoli
commerciali ed agli autocarri).
Si deve altresì dare seguito alla previsione per la creazione di nuovi
parcheggi scambiatori collegati al centro storico e alle aree pedonalizzate
ripetendo l’esperienza positiva del “Navetto” ed incentivando ulteriormente
l’utilizzo del servizio pubblico di trasporto.
Occorrono misure in grado di colpire seriamente e in profondità le cause che
incidono negativamente sulla qualità della vita dei cittadini e per questo
c’è bisogno di un forte impegno e di una seria collaborazione fra tutti i
soggetti, pubblici e privati, fra cui in primis le associazioni di
categoria.
I commercianti della Confesercenti non intendono sottrarsi a questo
appuntamento consci che non esistono scorciatoie e ricette miracolistiche; i
commercianti della Confesercenti vogliono fare la loro parte perché in gioco
c’è il modello di città che vogliamo costruire.
Esprimono dunque una forte preoccupazione –e come non potrebbe essere
altrimenti per imprese che anche dalla garanzia dell’accessibilità ai propri
punti vendita traggono possibilità di vita e di guadagno-, insieme ad una
netta opposizione ad una eventuale scelta del sabato come giornata di
limitazione della circolazione delle auto, ma anche una radicale volontà di
intervenire su tutti i problemi che tali decisioni portano con sé:
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Come si organizzerà il trasporto pubblico in
questa/e giornata/e?
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Sarà veramente funzionale alla straordinarietà
della situazione che è data insieme dalle necessità dei cittadini di
spostarsi per lavoro, per studio, ma anche di garantire il raggiungimento
dei negozi, dei pubblici esercizi e della altre attività economiche, in
centro e in periferia?
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Come potranno muoversi gli agenti e i
rappresentanti di commercio?
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Cosa si può fare per rendere un’emergenza
negativa come un blocco o una limitazione della circolazione, in
un’opportunità, una nuova occasione di vivibilità per tutti e per tutta la
città riscoprendo magari una dimensione diversa della nostra città?
§
Come far sì che dai provvedimenti non tragga
vantaggi la grande distribuzione rispetto ai negozi?
Domande su cui ci interroghiamo e che
rivolgiamo all’Amministrazione Comunale, con alcune certezze preliminari:
qualsiasi intervento non potrà, non dovrà, a nostro parere, essere preso in
modo difforme e non omogeneo nel territorio provinciale.
Se questo è auspicabile sul piano regionale, è assolutamente indispensabile
a livello della nostra Provincia, perché sarebbe davvero incomprensibile e
inaccettabile l’adozione di misure diseguali e magari contrastanti fra i
vari comuni, peraltro confinanti.
Su questi punti gli operatori della Confesercenti sono disponibili a
proseguire sia nell’Associazione, sia con le altre Associazioni di
categoria, sia con interlocutori pubblici, un percorso di approfondimento e
di ricerca di soluzioni vicine e positive, perché insieme ai gravi disagi e
alle inevitabili ripercussioni economiche che ne deriveranno per le imprese,
si aprano finalmente nuovi orizzonti in cui tutto il commercio della nostra
città ritrovi nuova linfa e nuove opportunità.
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