COMUNICATI STAMPA 

 

 

Sulla discutibile applicazione del regio decreto del 1940

 

La Confesercenti di Ravenna, interviene nuovamente sulla notificazione ad operatori balneari della costa, da parte degli Organi di vigilanza, di numerosi verbali di contestazione concernenti l’infrazione dell’art.181 del RD n.635/40, regolamento di attuazione del TULPS.
La Confesercenti ha chiesto, prima di vedersi costretta ad adire le vie legali in difesa della categoria, un confronto chiarificatore con le autorità preposte, per superare le contestazioni verbalizzate ed alla prevenzione dei possibili futuri contenziosi, i quali non farebbero che danneggiare la locale offerta turistica, specie in vista della prossima stagione balneare.
Ai menzionati operatori, titolari di altrettanti esercizi pubblici, è stata contestata, come si è detto, la violazione dell’art.181 del regolamento del TULPS, laddove afferma che “non è permesso somministrare al minuto bevande alcoliche di qualsiasi specie (…) né farne vendita a prezzo ragguagliato ad ora o frazione di ora”.
In realtà, detti esercenti non facevano altro che praticare un’offerta promozionale internazionalmente conosciuta, il cosiddetto “Happy Hours”, che consiste nell’offerta di due bevande al prezzo di una nell’arco temporale di due ore, solitamente nel tardo pomeriggio.
Orbene, il divieto di cui all’art.181 del RD n.635/40, peraltro stabilito in tutt’altro contesto temporale, si riferisce – a nostro avviso – alle situazioni in cui l’esercente ragguaglia (leggasi: rapporta) il prezzo delle bevande alcoliche vendute o somministrate ad un’unità temporale anziché alla quantità commercializzata. La “ratio legis”, in sostanza, era quella di evitare che i titolari di un pubblico esercizio consentissero il consumo illimitato di alcolici in un dato arco temporale, agevolando così l’alcolismo e provocando di conseguenza gravi pericoli per il mantenimento dell’Ordine pubblico.
Tutt’altro tenore ha invece l’offerta praticata dai pubblici esercizi della costa ravennate, che rappresenta una semplice iniziativa imprenditoriale rientrante nel regime di libero mercato.
La Confesercenti, dunque, ritenendo insussistenti le violazioni rilevate, chiede la riconsiderazione e conseguente archiviazione dei verbali notificati ed auspica l’indizione di un diretto confronto con le Organizzazioni di categoria, al fine di ricondurre i rapporti tra gli operatori rappresentati e gli Organi di controllo nell’alveo della reciproca collaborazione, confermando la liceità dei comportamenti (ingiustamente) contestati.
Qualora tali istanze non siano accolte la Confesercenti sarà costretta ad adire alle vie legali per tutelare questa iniziativa privata promozionale innovativa (il 2 x 1) che gli operatori stessi hanno deciso di sospendere temporaneamente in attesa di un rapido chiarimento.

 

 


 

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