COMUNICATI STAMPA 

 

 

COMMERCIO: VENDITE, BATTUTA D'ARRESTO A FEBBRAIO. PICCOLI ESERCIZI IN CADUTA LIBERA PAGANO CRISI DEI CONSUMI
Dichiarazione di Roberto Manzoni (Presidente Provinciale Confesercenti)

 

“Febbraio mesto per il settore commerciale con un andamento delle vendite secondo l’Istat che al netto dell'inflazione è pari a - 0,4%. Se infatti i piccoli esercizi commerciali piangono, vedendo per l'ennesima volta confermato ed anzi aumentando il gap con iper e supermercati (soprattutto nel comparto alimentare), la grande distribuzione non ride e pur mantenendo una dinamica delle vendite al di sopra dell'inflazione, registra un incremento più contenuto rispetto ai mesi scorsi.
La stagnazione dei consumi continua dunque a produrre i suoi effetti, in particolare sui piccoli negozi che proseguono la fase discendente iniziata a metà del 2000.
In questi risultati c’è anche una incidenza per certi consumi dell’andamento particolare del fattore temporale. Anche marzo e aprile segnano questo andamento tendenziale mediamente difficile e negativo per i consumi. Il dato sulla situazione dei consumi ha un riflesso anche sulle dinamiche imprenditoriali.
Infatti dopo la parziale inversione del 2001, già nel primo trimestre del 2002 nella nostra Provincia si evidenzia dal registro imprese della Camera di Commercio un saldo negativo tra imprese iscritte e imprese cessate nel settore commerciale (-29) in particolare proprio nel commercio al dettaglio. Tiene invece il settore turistico e dei pubblici esercizi.
Si tratta di una situazione che, mese dopo mese, ripropone da due anni con sempre maggiore urgenza la necessità di intervenire e che, in questa fase di stasi, dovrebbe convincere della necessità di superare conflitti ideologici e bracci di ferro per varare in fretta le riforme necessarie, a cominciare da quella del lavoro, del fisco e delle pensioni, così da rimettere in circolo risorse in grado di ridare fiducia a cittadini ed imprese e far ripartire i consumi. Le promesse vanno mantenute e la ripresa va incoraggiata e non solo auspicata.
Un’osservazione finale per tutte le realtà istituzionali: invece e prima di pensare a nuovi centri e poli di gravitazione commerciale è bene pensare alla qualificazione e al sostegno della rete distributiva esistente, tenendo conto del servizio, del ruolo e del suo peso economico e sociale”.

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