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Febbraio
mesto per il settore commerciale con un andamento delle vendite secondo lIstat
che al netto dell'inflazione è pari a - 0,4%. Se infatti i piccoli esercizi
commerciali piangono, vedendo per l'ennesima volta confermato ed anzi
aumentando il gap con iper e supermercati (soprattutto nel comparto
alimentare), la grande distribuzione non ride e pur mantenendo una dinamica
delle vendite al di sopra dell'inflazione, registra un incremento più
contenuto rispetto ai mesi scorsi.
La stagnazione dei consumi continua dunque a produrre i suoi effetti, in
particolare sui piccoli negozi che proseguono la fase discendente iniziata a
metà del 2000.
In questi risultati cè anche una incidenza per certi consumi dellandamento
particolare del fattore temporale. Anche marzo e aprile segnano questo
andamento tendenziale mediamente difficile e negativo per i consumi. Il dato
sulla situazione dei consumi ha un riflesso anche sulle dinamiche
imprenditoriali.
Infatti dopo la parziale inversione del 2001, già nel primo trimestre del
2002 nella nostra Provincia si evidenzia dal registro imprese della Camera
di Commercio un saldo negativo tra imprese iscritte e imprese cessate nel
settore commerciale (-29) in particolare proprio nel commercio al dettaglio.
Tiene invece il settore turistico e dei pubblici esercizi.
Si tratta di una situazione che, mese dopo mese, ripropone da due anni con
sempre maggiore urgenza la necessità di intervenire e che, in questa fase di
stasi, dovrebbe convincere della necessità di superare conflitti ideologici
e bracci di ferro per varare in fretta le riforme necessarie, a cominciare
da quella del lavoro, del fisco e delle pensioni, così da rimettere in
circolo risorse in grado di ridare fiducia a cittadini ed imprese e far
ripartire i consumi. Le promesse vanno mantenute e la ripresa va
incoraggiata e non solo auspicata.
Unosservazione finale per tutte le realtà istituzionali: invece e prima di
pensare a nuovi centri e poli di gravitazione commerciale è bene pensare
alla qualificazione e al sostegno della rete distributiva esistente, tenendo
conto del servizio, del ruolo e del suo peso economico e sociale. |